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Con sentenza depositata il 12 ottobre 2015 (in www.ilcaso.it) la Corte d’Appello di Milano (sez. III – Pres. ed est. Lombardi) ha confermato i principi elaborati dalla sezione fallimentare in materia di esenzione da revocatoria per pagamento nei termini d’uso, chiarendo che la ratio ispiratrice dell’art. 67 co. 3 lett. a) è funzionale sia a preservare la continuità dell’attività aziendale per garantire la conservazione dell’impresa in crisi in vista del suo recupero, sia a tutelare i terzi quando la normalità del rapporto lascia presupporre una mancanza di conoscenza in capo a questi ultimi dello stato di insolvenza.

Muovendo da tale premessa, la Corte ha affermato che l’esenzione da revocatoria prevista da tale disposizione opera sul piano oggettivo senza alcuna rilevanza degli stati soggettivi dell’accipiens, e che la locuzione “pagamenti … nei termini d’uso” deve essere intesa come comprensiva sia della qualità e tipologia del pagamento, che deve risultare eseguito con un mezzo fisiologico ed ordinario, sia del dato cronologico del tempo del pagamento, con la conseguenza che per l’operatività dell’esenzione in parola è necessario che il pagamento sia stato effettuato, oltre che con mezzi ordinari, nei tempi previsti dal regolamento negoziale accettato dalle parti.